LOGBOOK USA: SEVENTH WEEK

Fino ad ora ogni settimana c’e’ stato qualche evento o festa particolare. La settima settimana ha avuto come protagonista indiscusso Halloween. Mancano ancora 3 giorni al 31 ottobre, e gia’ ho festeggiato Halloween due volte. Qui ogni occasione e’ buona per fare baldoria mascherati, forse perche’ cosi’ e’ piu’ facile celare lo stato di homo erectus ubriaco. Non so se siano peggio gli americani o gli inglesi nel bere, e’ una partita tirata ma nessuno dei due vince il premio di homo sapiens durante le ore di ebbrezza. Pero’ devo riconoscere che gli americani hanno una marcia in piu’ nella tempistica. Se in Inghilterra andavamo a bere alle 18/18.30, qui si comincia direttamente dopo pranzo. Appuntamento tipo e’ alle ore 15, si beve per circa 10 ore e all’una tutti a casa. Birra: rigorosamente Bud Light.

BudLight

Nonostante il nome tedesco, e’ una birra americana che amano alla follia (seguita dalla Corona Light), mentre in Inghilterra e’ molto piu’ bevuta la birra IPA (prodotta inizialmente li’ nel 1800 circa) e il whiskey. E’ veramente interessante vedere come le aziende si adattano al paese. In India il MC donald e’ tendenzialmente vegetariano e senza maiale per i musulmani, la cream Nivea idratante e’ una crema sbiancante (cosi’ da schiarire la pelle e non sembrare una persona povera abbronzata perche’ lavora la terra) e shampoo e bagnoschiuma sono in versione monodose.

In USA la birra e’ prevalentemente Light, cosi’ la volpe media americana invece di berne un paio, ne compra 15 di birre, spende 10 volte di piu’ e dopo le 10 ore trascorse a bere birra leggera, va direttamente in coma in ospedale. Ma in UBER.

Devo ammettere che lato UBER cioe taxi sono molto piu’ responsabili di noi europei e almeno italiani. Di notte il weekend non c’e’ nessuno che guida, le strade sono semi deserte, perche’ nessuno prende la macchina ma utilizza il taxi. Un po’ perche’ qui la polizia non scherza con ritiri della patente etc, un po’ perche’ il modo di “uscire” la sera e’ diverso e consiste nel girare per locali a bere, e un po’ perche’ bevono il quadruplo di noi, questo modo di vivere il weekend in taxi grazie all’app di UBER e’ molto piu’ intelligente del nostro e davvero con pochi dollari si salvano tanti incidenti stradali. Non vedo l’ora di assistere pero’ ad una festa nazionale: mi hanno raccontato di scene esilaranti, gente stesa a terra ubriaca persa a rotolare e guardati senza stupore dalla polizia. Da noi gli ubriachi non sono visti bene per strada, qui sono un fenomeno naturale e spontaneo, quasi piacevole da ammirare per la polizia. Basta non bere e guidare allo stesso momento.

Seguendo il grande patriottismo americano della festa in costume, ci siamo travestiti tutti (io questa volta da poliziotta) per il pre Halloween e abbiamo effettuato il Bar Crawl. Consiste nel pagare il biglietto di un bus particolare che porta in giro per la citta’ tutto il giorno (appunto dalle 15 a mezzanotte) tra i bar questo sciame di gente strana, travestita e non (si puo’ fare anche quando non e’ una festa in maschera, ma qui tanto ce n’e’ una ogni weekend), offrendo in ogni bar uno o due shots gratis. Oggi eravamo tutti dei relitti, letteralmente.

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Gli sforzi di 10 giorni di dieta e corsa mattutina sono stati ampiamente e allegramente vanificati in poche ore, ma almeno ne e’ valsa la pena. Prima di ieri pero avevamo perso due kg! Ne mancano 11 (ora forse 12) e raggiungo il peso forma.

Ho compensato l’appensantimento di ieri con un alleggerimento in testa. New look, capelli corti:

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Altro evento carino della settimana da condividere e’ la “cena con Tom”. Si chiama cosi’ l’evento che il mega partner capo di questo progetto mondiale propone a tutti noi: ogni martedi’ porta a cena fuori in un ristorante di alto livello 8 di noi (a turno, prenotiamo il posto per la cena in anticipo scrivendo il nostro nome su una lavagna) per conoscerci meglio faccia a faccia ed eliminare quella distanza che spesso esiste tra dipendenti e soci di Deloitte.

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E’ stata una cena estremanente alla mano, nonostante il vino costoso e aggeggi strani per versarlo in modo sofisticato, una bella esperienza che sarebbe davvero gradita anche nei vari uffici di Deloitte dove ci sono alcuni soci che a stento salutano. Mi rendo conto che qui il clima e’ completamente diverso, c’e’ una condivisione continua a prescindere dal livello di gerarchia di appartenenza e il modo di vestire, per quanto discutibile, e’ serenamente casual (nel puro senso di casuale, indossa la prima cosa che trovi….. capita di vedere anche gente in infradito e bermuda in ufficio o partner vestiti da jogging seduti dietro la scrivania..).

Per il resto, tutto tranquillo e bello come sempre. E il torneo con i colleghi sempre peggio, non ne vinciamo una, ma almeno l’arbitro ci ha preso in simpatia per compassione e non ci fischia piu’ falli!

Con affetto,

Marti

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